PEZZI DI FINANZIARIA 2024 ED ALTRE LEGGI DI FINE ANNO

La fine dell’anno porta con sé, come da tradizione che si rispetti, un’ampia serie di novità normative che, in massima parte, entrano in vigore proprio mentre stappiamo le nostre bottiglie di bollicine.

Normalmente tali novità si concentravano nella Legge Finanziaria e al più nell’altrettanto tradizionale Decreto Milleproroghe. Le Vacanze di Natale 2023 sono state piuttosto prolifiche e ci hanno regalato un puzzle con tanti più pezzi da comporre e diversi provvedimenti legislativi da esaminare.

Ci riferiamo più in particolare a:

DLgs 209 del 27/12/2023 in materia di fiscalità internazionale in attuazione della Legge Delega (L. 111/2023) di riforma strutturale del nostro sistema fiscale;

DLgs 216 del 30/12/2023, sempre in attuazione della citata legge delega di riforma fiscale, ma con specifico riferimento all’ambito IRPEF ed IRES;

DL 212 del 29/12/2023 in materia di bonus edilizi e cessione dei relativi crediti;

DL 145 del 18/10/23 convertito in Legge con la L. 191 del 15/12/2023 cosiddetto “Decreto Anticipi” o “Collegato alla Legge di bilancio 2024”;

DL 215 del 30/1/2023 o anche Decreto Milleproroghe 2024;

L. 213 del 30/12/2023 o più semplicemente Legge Finanziaria (o di Bilancio) per il 2024.

Con riferimento a quest’ultima evidenziamo che nonostante ad ottobre, in occasione della conferenza stampa di presentazione del disegno di legge, si fosse puntualizzato che quanto proposto dal Governo non sarebbe stato in alcun modo emendabile l’iter di approvazione si è comunque concluso l’ultimo giorno utile. La nota di colore è che gli emendamenti non sono arrivati dall’opposizione delle Camere, ma direttamente dal Governo che ha progressivamente cercato di smussare le divergenze di vedute sorte al proprio interno.

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Stante l’ampio spettro in cui spaziano le novità e l’abbondanza delle stesse con la presente ci limiteremo a fornire poco più di un indice, per altro senza pretesa di essere esaustivo, delle misure che riteniamo possano interessare una platea di soggetti quanto più ampia possibile raggruppandole per argomento a prescindere dal provvedimento legislativo da cui provengono.

Tralasciamo tutte le misure in materia giuslavoristica, pensionistica e assistenziale che vanno oltre la nostra sfera di competenza.

Come di consueto invitiamo chi fosse interessato ad approfondire qualsiasi tematica a scriverci o a contattarci direttamente.

LAVORO DIPENDENTE E ASSIMILATI

Per tutto il 2024 (e quindi non con una misura strutturale) viene innalzato dagli attuali 258,23 euro a 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti e a 2.000 euro per i soli lavoratori con figli a carico, l’ammontare non imponibile dei fringe benefit riconosciuti ai dipendenti. Rientreranno al pari degli ultimi due anni anche le somme erogate o rimborsate ai medesimi lavoratori dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, delle spese per l’affitto della prima casa ovvero per gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa. Nessuna specifica (ed ulteriore) esenzione viene riproposta con riferimento ai buoni carburante.

Viene confermata l’imposta sostitutiva al 5% sui premi di risultato che verranno maturati nel 2024.

Viene riconosciuto un trattamento integrativo speciale pari al 15% sulle retribuzioni maturate nel primo semestre 2024 per lavoro straordinario, notturno e nei giorni festivi con riferimento al personale operante nel comparto della somministrazione di bevande e alimenti e del turismo.

Viene prorogata sino al 31/3/2024 il diritto al lavoro agile per i lavoratori con figli di età inferiore ai 14 anni impiegati in imprese che hanno aderito alla misura agevolativa.

Vengono rimodulate (in peggio) le percentuali di adeguamento all’inflazione dei trattamenti pensionistici.

IRPEF

Si riducono a 3 gli scaglioni IRPEF ed in particolare viene meno quello al 25% per i redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro. Dal 2024 il primo scaglione al 23% sale dunque sino a 28.000 euro. Rimangono invariati quello successivo al 35% e quello al 43% per redditi superiori a 50.000 euro.

Vengono ridotte fino ad un massimo di 260 euro le detrazioni IRPEF per i contribuenti con redditi annui superiori a 50.000 euro. Ci si riferisce in generale a tutte quelle che maturano in misura del 19% della spesa sostenuta ad eccezione di quelle sanitarie e qualche altra.

Si fanno meno vantaggiose le agevolazioni per i lavoratori impatriati e più stringenti le condizioni per accedervi. Su questo tema rimandiamo al seguente approfondimento https://www.studiofabbromartini.it/tracce-di-imprese-di-famiglia/la-favola-del-giardiniere-darte-e-il-rientro-dei-cervelli/ 

Vengono leggermente revisionati i criteri per l’attribuzione della residenza fiscale in Italia. Con riferimento alle persone fisiche si vuole dare maggior valore al centro di affetti e relazioni personali rispetto a quelle degli affari economici.

DETRAZIONI EDILIZIE E FATTISPECIE CORRELATE

Vengono messi paletti molto più stringenti agli interventi che potranno beneficiare della detrazione del 75% in 5 anni prevista per l’eliminazione delle barriere architettoniche. In particolare per gli interventi iniziati dal 30 dicembre 2023 potranno accedere all’agevolazione esclusivamente gli interventi riguardanti scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. Sarà inoltre richiesta apposita asseverazione rilasciata da tecnici abilitati attestante il rispetto dei requisiti del DM 236/89.

Salvo che per gli interventi avviati prima del 30/12/2023 viene meno la possibilità di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito ex articolo 121 del DL 34/2020.

In materia di superbonus:

viene introdotta una clausola di salvaguardia per i SAL fino al 31.12.2023 in caso di mancata ultimazione dei lavori;

si prevede un contributo a favore dei condòmini a basso reddito per l’ultimazione nel 2024 dei lavori con superbonus 70% che al 31.12.2023 avessero raggiunto uno stato di avanzamento non inferiore al 60%;

viene cristallizzato il termine di richiesta del titolo abilitativo per poter beneficiare di sconti e cessioni ex art. 121 del DL 34/2020 in relazione ad interventi di demolizione e ricostruzione compresi in piani di recupero del patrimonio edilizio esistente o di riqualificazione urbana;

viene previsto un nuovo obbligo di assicurazione a beneficio degli immobili danneggiati da eventi sismici e recuperati con il superbonus del 110%

viene sollecitata all’Agenzia Entrate Territorio la verifica dell’adeguamento delle rendite proposte in sede di presentazione degli opportuni DOCFA e la verifica della loro stessa presentazione a seguito della conclusione dei lavori oggetto di superbonus.

Le imprese che offriranno beni e servizi nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia in genere subiranno una maggiore ritenuta sui bonifici “parlanti” effettuati a partire dall’1/3/2024 dai clienti che intenderanno portare in detrazione le relative spese. La ritenuta passa dall’8 all’11% dell’intero importo pagato e quindi comprensivo anche dell’IVA.

Viene introdotta una specifica deroga alla regola generale di non imponibilità delle plusvalenze derivanti dalla vendita di fabbricati posseduti da più di 5 anni con riferimento alla vendita di immobili che hanno beneficiato di interventi superbonus qualora vengano ceduti prima che siano trascorsi 10 anni dalla fine dei lavori. Rimangono esclusi da questa nuova previsione gli immobili acquistati per successione ereditaria e quelli che sono stati adibiti ad abitazione principale dal cedente o dai suoi famigliari per la maggior parte del periodo compreso tra l’acquisto o la fine dei lavori e la data della vendita se anteriore ai 10 anni. A tali plusvalenze potrà applicarsi a seguito di opzione da esercitarsi in occasione dell’atto di compravendita l’imposta sostitutiva dell’IRPEF nella misura del 26% che verrà liquidata dal notaio rogante.

LOCAZIONI BREVI E AD USO TURISTICO

Vengono introdotti nuovi obblighi amministrativi con riferimento alle unità abitative destinate a contratti di locazione per finalità turistiche, per quelle destinate a locazioni brevi intendo tali quelle di durata inferiore a 30 giorni e più in generale a tutte le strutture alberghiere ed extraalberghiere.

E’ stata prevista l’istituzione di uno sorta di albo gestito dal Ministero del Turismo tramite il quale verranno censite e monitorate tutte le strutture ricettive opportunamente identificate dai riferimenti catastali. A seguito della richiesta di prima registrazione verrà attribuito uno specifico codice identificativo nazionale (CIN) che si renderà necessario esporre non solo all’esterno dello stabile in cui è ubicato l’appartamento o la struttura ricettiva, ma dovrà essere evidenziato in ogni annuncio promozionale di tale struttura a cominciare dalle ormai classiche piattaforme stile Booking e Airbnb.

Tutte le unità a destinazione turistica (e non solo quelle gestite in forma imprenditoriale) dovranno essere dotate dei dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio e di estintori portatili a norma di legge.

Le unità gestite in forma imprenditoriale dovranno altresì rispettare tutti i requisiti di sicurezza degli impianti come prescritte dalle normative vigenti statali o regionali ed ovviamente delle relative certificazioni che dovranno essere autocertificate in occasione della prima richiesta del CIN. Inoltre le attività imprenditoriali dovranno necessariamente procedere con la comunicazione preventiva di inizio attività (SCIA) al comune in cui sono ubicati gli alloggi. Questa non è una novità, ma è un adempimento che, alla luce dell’attenzione attualmente riservata al settore, potrebbe far scattare ulteriori verifiche da parte degli uffici tecnici preposti proprio in merito alla conformità e regolarità dell’unità immobiliari.

Ricordiamo a tal proposito che, per esplicita previsione normativa (art. 1 c. 595 della L. 178/2020), si presume la natura imprenditoriale del locatore in caso di destinazione alla locazione breve più di 4 appartamenti per periodo di imposta.

Per coloro che non superano tale limite e che quindi possono optare per la tassazione dei relativi redditi con la cedolare secca viene introdotta una novità a partire da quanto incassato dall’1/1/2024. L’aliquota agevolata del 21% potrà essere applicata solo con riferimento ad una unità immobiliare. I redditi da locazione breve delle eventuali ulteriori unità (ma mai più di 3) potranno scontare la tassazione ordinaria o una cedolare secca nella misura maggiorata del 26%. Ricordiamo che il reddito imponibile è pari all’intero corrispettivo pagato dal turista conduttore e quindi al lordo di tutte le spese comprese le commissioni trattenute da intermediari e piattaforme in stile booking.

Le ritenute operate proprio dagli intermediari che intervengono nel perfezionamento degli affari tra domanda ed offerta continueranno ad essere del 21%, ma dal 2024 tali somme acquisteranno la natura di acconti e pertanto i relativi redditi dovranno necessariamente essere evidenziati in dichiarazione dei redditi. Fino al 31/12/23 tali ritenute se non diversamente optato dal contribuente assumevano automaticamente la natura di imposta sostitutiva liquidata a titolo definitivo.

Inoltre sono previste alcune modifiche operative per la gestione di tale adempimento da sostituti di imposta soprattutto per gli intermediari non residenti.

COMPENSAZIONE DI CREDITI IN F24

La compensazione di qualsiasi credito in F24, dall’1/7/2024 potrà avvenire solo per il tramite di canali telematici messi a disposizione e supervisionati dall’Agenzia delle Entrate. Si prevedono termini specifici per l’utilizzo iniziale di crediti INPS e INAIL. Anche in questo caso lo scopo è quello di impedire indebite compensazioni e pertanto i sistemi informatici degli Enti dovranno sempre aver acquisito evidenza dell’esistenza del credito prima di poterne autorizzare telematicamente il suo utilizzo.

Sempre a partire dall’1/7/2024 saranno impedite le compensazioni in presenza di ruoli scaduti relativi ad imposte erariali o accertamenti esecutivi per importi complessivamente superiori a 100.000 euro.

RAPPORTI CON L’ESTERO E NUOVE AGEVOLAZIONI

Dal 2024 l’imposta sugli immobili detenuti all’estero IVIE aumenta dallo 0,76% all’1,06%.

L’imposta sulla attività finanziarie detenute all’estero IVAFE raddoppia passando dallo 0,2 allo 0,4%, ma solo con riferimento ai prodotti finanziari detenuti in Paesi black list.

Viene modificata la disciplina delle CFC (Controlled Foreign Companies) con specifico riferimento ai criteri per la determinazione dei livelli di tassazione effettiva delle partecipate estere. Si passa da una tassazione almeno superiore alla metà di quella italiana ad una tassazione forfettariamente non inferiore al 15% con un sistema di calcolo semplificata, ma con la necessità per poter applicare tale criterio che il bilancio della partecipata sia soggetto alla revisione contabile.

Vengono aggiornati i criteri per attribuire la residenza italiana alle società di persone e capitali individuando in successione oltre che la sede legale in Italia per la maggior parte del periodo di imposta, la sede di direzione effettiva, la gestione ordinaria.

Si prevede l’introduzione di un regime agevolato per le attività economiche sia imprenditoriali che professionali svolte in forma associata in un Paese ExtraUE che vengono trasferite in Italia. L’agevolazione consiste nell’esenzione del 50% dei redditi imponibili maturati in Italia. Questa misura, molto interessante, è subordinata alla preventiva autorizzazione della Commissione Europea.

Viene istituita una disciplina sulla tassazione minima globale dei gruppi multinazionali.

RIVALUTAZIONE DI TERRENI E QUOTE DI PARTECIPAZIONE

Ancora una volta viene riaperto il termine per la rideterminazione del costo o del valore di acquisto di quote di partecipazione e terreni agricoli ed edificabili posseduti al 1/1/2024 fuori dall’ambito del reddito d’impresa a fronte di apposita perizia da redigersi entro il 30/06/2024 e versando entro tale data, o in tre rate annuali di pari importo, un’imposta sostituiva del 16% al pari di quella prevista per il 2023.

Con riferimento titoli, quote e altri diritti quotati e negoziati nei mercati regolamentati viene confermata la possibilità già prevista per il 2023 di assumere come costo rideterminato un valore corrispondente alla media aritmetica dei prezzi rilevati nel mese di dicembre 2023.

TASSO DI INTERESSE LEGALE

Per l’anno 2024 gli interessi legali vengono dimezzati passando dal 5% al 2,5% a dimostrazione dell’aspettativa di una rapida discesa dei tassi. Ricordiamo che nel 2021 erano pari allo 0,1% e nel 2022 al 1,25%. Questo ha riflessi oltre che nel calcolo di ravvedimenti operosi e di avvisi di liquidazione, anche nella definizione dei valori di usufrutti e nude proprietà, nella rivalutazione dei depositi cauzionali relativi agli immobili locati, nella presunzione di fruttuosità dei finanziamenti ove non esplicitamente previsto diversamente e altri svariati ambiti.

NOVITA’ DI INTERESSE PER LE PARTITE IVA

REGOLARIZZAZIONE DEL MAGAZZINO

Per gli esercenti attività d’impresa diversi da coloro che tengono le scritture contabili in forma semplificata e da coloro che adottano principi contabili internazionali è prevista la possibilità di regolarizzare le quantità e/o i valori delle rimanenze di magazzino all’inizio del periodo d’imposta in corso al 30/9/2023.

Sono escluse dall’agevolazioni le commesse in corso su ordinazione sia di durata infrannuale che ultrannuale.

In caso di riduzione delle rimanenze iniziali dovrà essere versata l’IVA sulla base dell’aliquota media dell’anno 2023 e un’imposta sostitutiva del 18% in due rate di pari importo da versarsi entro il termine per il versamento del saldo delle imposte del periodo in corso al 30/9/2023 ed il termine per il versamento del secondo acconto relativo al periodo successivo (per esercizi gli solari le scadenze sono il 30/6 e 30/11/2024).

In caso di aumento delle rimanenze iniziali dovrà essere versata esclusivamente l’imposta sostitutiva del 18%.

ULTERIORE PROROGA PER IL RIVERSAMENTO DEI CREDITI RICERCA E SVILUPPO

Viene ulteriormente prorogato al 30/7/2024 il termine per il riversamento spontaneo di eventuali contributi Ricerca e Sviluppo maturati in anni precedenti e già utilizzati in compensazione in assenza di un qualche requisito di spettanza.

MEDICI E ALTRI SOGGETTI TENUTI AD ALIMENTARE IL SISTEMA TESSERA SANITARIA

Viene prorogato anche per l’anno 2024 il divieto di emissione di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie da parte dei soggetti tenuti all’invio delle informazioni al sistema Tessera Sanitaria.

Il problema della privacy è diventato strutturale!

FINE DELL’ACE E SUPER DEDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO

Questa Legge di Bilancio archivia, a partire dal 2024, l’ACE (Aiuto alla Crescita Economica): agevolazione che era stata introdotta nel 2011 per favorire il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese e del sistema produttivo italiano.

Ne introduce una nuova per cercare di favorire l’incremento occupazionale e la riduzione della precarietà. Si tratta in estrema sintesi di una super deduzione pari al 20% dell’incremento del costo del lavoro dipendente assunto a tempo indeterminato nel 2024 rispetto al 2023.

La super deduzione del 20% si calcola applicando tale percentuale al minore dei seguenti due elementi:

(a) Il costo totale dei neo-assunti nel 2024, che comprende stipendi, contributi e altre spese connesse, calcolato con le regole di imputazione temporale del datore di lavoro (competenza per le imprese e in contabilità ordinaria; cassa per i professionisti).

(b) L’incremento del costo totale del personale iscritto a conto economico (voce B.9) nell’esercizio 2024 rispetto al 2023.

Per dare il senso di questa agevolazione sia parla per un soggetto IRES di un beneficio massimo di 480 euro di ogni 10.000 di maggior costo del lavoro a tempo indeterminato e fino a circa il doppio per un soggetto IRPEF.

Per poter usufruire di questa agevolazione ci sono però 3 condizioni che devono essere contestualmente rispettate:

1. Prima condizione riguarda la definizione di nuovi contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato nel corso del 2024.

2. La seconda condizione prevede che il numero di dipendenti a tempo indeterminato al 31 dicembre 2024 sia maggiore rispetto alla media dell’esercizio 2023. Per evitare operazioni elusive questo calcolo deve tener conto anche di eventuali diminuzioni di personale relative a società controllate o collegate.

3. La terza condizione prevede infine che il numero totale dei dipendenti (compresi quelli a tempo determinato) al 31 dicembre 2024 sia superiore a quello medio del 2023. In questo caso, non è necessario considerare le diminuzioni delle società del gruppo.

Avremo senz’altro bisogno del supporto dei consulenti del lavoro e dei colleghi che seguono eventuali altre società del gruppo per quantificare l’effettivo beneficio fiscale.

OBBLIGO DI ASSICURAZIONE CONTRO GLI EVENTI CATASTROFALI

Alla luce dei sempre più frequenti eventi calamitosi e catastrofali che accadono nel nostro Paese (alluvioni, tempeste di vento, grandine, frane, terremoti...) viene introdotto un nuovo obbligo assicurativo per le imprese aventi sede in Italia al fine di mitigare il rischio non solo per le aziende, ma anche per lo Stato che si trova a far fronte oltre ai costi per gestire l'emergenza anche quelli per i contributi e le sovvenzioni erogate per la ricostruzione.

Attualmente il nuovo obbligo vale solo per le imprese con l'esclusione di quelle agricole (già coperte da altre forme mutualistiche) che dovranno stipulare un'adeguata polizza entro il 31/12/2024 a tutela di fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature di loro proprietà.

La mancata definizione della copertura assicurativa potrà costituire elemento per vedersi negata l'assegnazione di contributi ed altre agevolazioni di carattere pubblico.

Si attende l'emanazione di uno specifico decreto attuativo per la definizione di ulteriori aspetti tecnico normativi.

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