AUGURI LEGGERI

Quest’anno il nostro biglietto d’auguri è partito in ritardo, nonostante noi fossimo partiti in largo anticipo nel pensarlo, prepararlo e confezionarlo.

IL PERCHE' DEL RITARDO

Dopo un paio di giorni di strazianti attese “per non perdere la priorità acquisita” al call center del nostro consueto corriere postale che si sono chiuse con un nulla di fatto decidiamo di mettere nello zaino di Babbo Natale tutti i nostri messaggi di auguri per portarli direttamente al centro di raccolta e smistamento a cui ci eravamo sempre affidati.

Quando quella mattina siamo arrivati con il nostro sacco nella terra di “wonderland” alle porte della città c’erano neve e ghiaccio per strada, ma nessun elfo che si stesse dando un gran da fare nel vecchio quartier generale del nostro corriere, nessuna renna (motorini) e nessuna slitta (camioncini) nei dintorni. Lanciando lo sguardo verso qualche larga vetrata osserviamo con ancor maggior sorpresa stanze vuote cosparse solo di carte, scatole e raccoglitori (di polvere) abbandonati alla rinfusa…ci chiediamo come sia possibile che fosse morto il nostro Babbo Natale, ma anche Google pare non saperne nulla.

 

Torniamo alla base con il nostro sacco ancora pieno di messaggi di speranza e buoni propositi pensando di ripiegare sulle tradizioni ed affidarci al "vecchio", ma capillare servizio postale. Alle poste l'attesa è fisica ma lunga ancor di più di quelle al call center e qui le persone in coda fanno di tutto tranne che spedire e ritirare lettere.  L'impiegata ci informa con disinvoltura ed innocenza che loro non si sarebbero mai presi la briga di pesare, affrancare e smistare tutte le nostre buste…ma la cosa ancor più ironica è stata che non ci ha nemmeno venduto i francobolli per poterle affrancare ed imbucare noi! Le "mitiche" Poste italiane, che da diverso tempo nell’essere diventate tante cose tra cui anche banca, sul finir del 2021 non accettano il bancomat per l’acquisto dei loro stessi francobolli!

Ripieghiamo sui tabaccai della zona, ma nessuno ha una scorta di francobolli capace di soddisfare le nostre esigenze anche perché ci dicono che non si usano più...ma loro hanno voglia di darsi da fare e ci consentono di prenotare i francobolli che ci consegnano nel giro di appena 24 ore.  A seguire il nostro piccolo elfo di nome Alessia si trasforma in qualcosa di molto meglio di un’affrancatrice industriale e i nostri biglietti d’auguri nel giro di pochi minuti sono stati affidati alle tradizionali buche delle lettere di color rosso prestando attenzione a seconda che fossero “Per la città” o “Per tutte le altre destinazioni”!

Ora non ci resta che sperare che le renne e gli elfi delle Poste non facciano altri scherzi…

 

IL SENSO DEL MESSAGGIO 

Se per caso qualche nostro biglietto non dovesse però arrivare a destinazione vi anticipiamo che, manco a farlo apposta, quest’anno volevamo far portare il nostro messaggio d’auguri da un pagliaccio a cui, per l’occasione, abbiamo fatto indossare un cappello da Babbo Natale.

Abbiamo riscoperto la figura del CLOWN e riflettuto su tutto quello che può rappresentare una domenica pomeriggio di fine luglio davanti ad una cappella votiva di un piccolo borgo di montagna che di nome fa Desertes. Luogo a cui chi scrive non solo deve la sua seconda vita, ma a cui si sta affezionando sempre di più ogni anno che passa. Non ci crederete mai, ma l'idea di condividere i nostri auguri natalizi tramite un pagliaccio qualsiasi è nata in piena estate.

Quella domenica a Desertes si festeggiava Santa Margherita in memoria del fieno e dei raccolti che, un tempo, l’estate portava in dono (ma sempre grondanti di sudore) anche su quei ripidi pendii. Un professore di matematica con gli occhi lucidi e la voce rotta per l’emozione, che ha cercato di mandare giù sorseggiando continuamente acqua della fontana, ci ha reso partecipi di alcuni dei significati dipinti e della simbologia raffigurata in quella piccola cappella votiva. Quelle immagini erano state prodotte da suo papà, Mario Borgna, un artista che ha incentrato la sua ricerca e la sua produzione per un lungo periodo del suo percorso proprio sulla figura del clown.

 

Anche gli occhi del nostro pagliaccio sono un po’ malinconici, ma il sorriso è sincero e generoso nel portare in dono tre semplici palloncini colorati e gonfi solo di quell’ossigeno che purtroppo per tanti sta nuovamente diventando di difficile assimilazione.

Ciascuno scelga e prenda “virtualmente” il palloncino del colore primario di cui sente di aver maggiormente bisogno per affrontare con il giusto “spirito” il nuovo anno che sta arrivando…

Noi abbiamo scelto il rosso.

 

Che questo Natale sia veramente Natale e che l'Anno Nuovo possa regalarci un po’ di leggerezza senza farci altri brutti scherzi

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