Quando l’arte diventa un pollaio

Avete mai immaginato di tenere le galline in casa? E di avere un pollaio in bagno o in salotto?

Vedova Mazzei non solo l’ha immaginato, ma lo ha realizzato ed ha anche trovato una famiglia di mecenati piuttosto stravagante che durante Artissima ha accolto tanti pollai e decine e decine di galline all’interno della propria villa di inizio ‘900 in perfetto stile liberty.

Siamo a Torino, affacciati sul luminosissimo Corso Massimo D’Azeglio, si guarda il Parco del Valentino e scorci di collina in livrea autunnale.  Il Talent Garden che accoglie tante startup e le imprese più innovative, ha le finestre che sbirciano proprio sul giardino di questa bella villa, ma nonostante la propensione e la sensibilità ad intuire la piega che prenderà il futuro, non sono sicuro che i suoi frequentatori abbiano colto il senso di quei pollai. 

Hanno più o meno la dimensione di un frigorifero dalle linee essenziali ed i colori brillanti. Sono capaci di ospitare da 4 a 6 galline il numero ideale per una famiglia anche se è ormai raro che le famiglie siano altrettanto numerose.

Al loro interno sono organizzati su più ripiani comunicanti tra loro con un sistema di pioli e rastrelliere per salire all’ultimo piano (all’altezza del freezer per intenderci) che accoglie il giaciglio inclinato per deporre le uova. Inclinato per fare in modo che ogni uovo rotoli dolcemente in un angolo comodo per essere prelevato dalla mano dell’uomo e per ridurre il rischio che il via vai giornaliero delle diverse galline possa romperli o anche solo sporcarli.

I pollai sono stati dipinti da mani d’artista ma senz’altro progettati da teste di ingegneri!

Sono studiati nei minimi dettagli per massimizzare il confort delle galline e ridurre il disturbo della famiglia che le ospita. Con la semplice apertura e chiusura dello sportello principale si crea rispettivamente l’effetto giorno e notte. Tirando in fuori il cestello al piano terra (quello della frutta e verdura per intenderci) le galline trovano un’apertura per poter comodamente uscire per sgranchirsi le gambe. Infine completa l’opera, un pratico cassetto estraibile posto alla base del pollaio per consentire, con un semplice gesto, di ripulire l’intera casetta di tutto il concime caduto dall’alto verso il basso e pronto per essere destinato all’orto pensile coltivato sul balcone.

Stiamo attraversando un periodo in cui la ricerca e le nuove soluzioni tecnologiche corrono veloci come non è mai stato nella storia dell’umanità.

E’ recente la notizia del provvedimento assunto dal nostro Governo con cui è stata vietata la produzione e la commercializzazione di alimenti e mangimi sintetici in Italia. Le tecniche impiegate in ambito medico sanitario per riprodurre tessuti muscolari partendo da cellule staminali sane potrebbero presto essere impiegate a livello industriale con tutto ciò che ne potrebbe conseguire.

Almeno per il momento la ricerca e la sperimentazione pare non siano state vietate e personalmente, senza entrare nel merito della discussione politica, trovo al tempo stesso tanto affascinanti quanto spaventosi questi ulteriori passi che sta compiendo la scienza. 

Alla velocità esponenziale del progresso scientifico non corrisponde altrettanta velocità nell’avanzamento culturale e sociale delle nostre comunità. Il provvedimento del governo è conseguenza di questo disallineamento e cercando di assecondare paure ed incertezze del momento verso un futuro molto diverso da quello abbiamo vissuto sinora rischiando di precludersi opportunità di prosperità e maggior benessere o semplice maggior libertà di scelta.   

Non so se esista una tecnica per riprodurre in laboratorio l’eccezionale concentrato di nutrienti ed energia che è presente dentro un uovo.

L’immaginazione artistica per il momento ha cercato di trasformare la complessità animale e sociale capace di generarlo in qualcosa di molto simile ad un elettrodomestico al pari di tanti altri che già popolano le nostre case rendendoci la vita estremamente comoda.

L’unica differenza è che il pollaio è vivo ed animato, genera valore e ricchezza senza assorbire energia elettrica, ma richiede energia muscolare e mentale da parte del padrone di casa. Un impegno continuo, seppur contenuto, per dar da mangiare e prendersi delle galline, per pulirlo ed evitare che puzzi esageratamente, per raccogliere le uova e per molto altro ancora che probabilmente molti esseri umani cresciuti in città non sarebbero più disposti ad accettare…

Quello che disturba non è tanto il sostantivo impegno, ma l’aggettivo continuo.

Nonostante la nostra vita sia un continuo susseguirsi di accadimenti, di decisioni prese o rimandate ad un futuro indefinito, di energia creata e di energia consumata non ci piace l’idea di autolimitarci continuamente la nostra libertà creativa fosse anche solo per pochi minuti al giorno.

Quando l’arte diventa un pollaio, il pollaio si fa arte.

Ma rimane tale.

E le uova preferiamo trovarle confezionate su uno scaffale del supermercato o meglio ancora farcele portare a casa con un semplice click online piuttosto che farle produrre dalle nostre galline e custodirle in una vera e propria "banca" domestica.

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