TUTTO IL PIACERE DELLE BUONE ABITUDINI

Qualche giorno fa ho chiesto a una collega se fosse stata interessata a cambiare sede di lavoro, avvicinandosi per altro a casa, per aiutarmi a sviluppare un nuovo progetto e poco dopo un impulsivo ed entusiastico sì, mi ha detto mortificata che non se la sentiva.

Ho provato ad indagare le ragioni per capire se ci fosse stato margine di “trattativa” e dopo un paio di confronti a distanza di qualche giorno, è emerso dal più profondo quello che veramente aveva frenato il suo slancio iniziale: la paura del cambiamento.

Nella sua attuale routine lavorativa e nel ritmo casa ufficio ha trovato un buon equilibrio che la fa stare bene, le piace e non le va di metterlo in discussione anche qualora vi potesse essere l’aspettativa di raggiungere migliori condizioni complessive.

Nel fine settimana ho visto al cinema “The Perfect day” e ho potuto comprendere appieno, giustificare e persino apprezzare questa collega che sono tanto felice di aver incontrato qualche anno fa.  

Pur cercando anch’io di apprezzare il tran tran di tutti i giorni, sono uno che nel tragitto quotidiano tra casa e ufficio spesso cambia strada, rinunciando a quella collaudata come più breve e veloce per poter vedere cose nuove o vedere semplicemente se e come sono cambiate cose già viste in passato. Quando vado a camminare prediligo i giri ad anello per fare in modo che tutta la passeggiata sia una continua scoperta, un costante effetto UAO!

Quando sono costretto a percorrere andata e ritorno per la stessa strada il ritorno mi sembra sempre più lungo, nonostante il punto di vista sia diverso e qualche scorcio possa effettivamente essere cambiato.

Il protagonista del film di Wim Wenders ripete ogni mattina, ogni giorno e ogni sera, in silenzio, gli stessi gesti ordinati.

Il regista cambia i punti di vista, ma le azioni non cambiano.

L’aspetto spettacolare ed invidiabile della routine di Hirayama è che lui è consapevole protagonista delle sue azioni. Non sono imposte da un pilota automatico, non scorrono via veloci senza che nemmeno se ne accorga. Sono gesti che contano: costano impegno e fatica, acquistano valore e sono capaci di restituire anche tante piccole soddisfazioni.

Hirayama è consapevole del tempo che passa e dei cambiamenti che genera sebbene possano sembrare impercettibili. Per aumentare questo senso del presente e del qui ed ora, prova a catturarne frammenti conservando l’immagine di alcuni istanti di quotidianità in grandi scatole ordinate cronologicamente.

Anche quelle immagini che si stratificano buttate un po’ alla rinfusa all’interno della scatola assumono un gran valore.  

Non si tratta di semplici fotografie digitali che ormai scattiamo con i nostri smartphone senza nemmeno più accorgerne.  

Hirayama ogni settimana spende soldini veri per acquistare un nuovo rullino e per far sviluppare quello completato, dedica tempo e sforzo fisico ad andare nel negozio del fotografo, per tornare a casa e selezionare le immagini da corservare nel suo grande archivio di scatoloni.

Il sole, gli alberi, le canzoni, i libri usati, una doccia, un bicchiere d’acqua alla fine di un’intensa giornata di lavoro sono regali e vere e proprie coccole che Hirayama si concede tutti i giorni.

Questo senso di gratitudine trasmette pace e serenità.  

Impegnarsi nel proprio lavoro e cercare di farlo al meglio delle proprie possibilità gratifica e restituisce rispetto e dignità.

Alimenta autostima anche nel caso in cui si tratti di un lavoro estremamente umile.

Hirayama si prende cura di alcuni bagni pubblici nella città di Tokyo con la stessa dedizione, costanza e precisione con cui vuole bene alla propria persona.

Grazie al rispetto e all’impegno della singola persona anche i beni comuni risplendono e ogni giorno risulta perfetto.

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